Autore: Kate Mosse
Editore: Edizioni Piemme
Serie: Pays d'Oc
Genere: Thriller
Pagine: 590
Formato: Ebook - Cartaceo
Prezzo: 7,99€ - 20,00€
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SINOSSI
Quando Alice Tanner scopre due scheletri durante uno scavo archeologico nel sud della Francia, sente riemergere con forza un passato di violenza e di brutalità. Non è solo la vista delle ossa perfettamente conservate a farla rabbrividire, ma la percezione di un elemento di mistero, di un'incombente sensazione di pericolo da cui fatica a liberarsi. Turbata dalle parole e dai simboli incisi nelle pareti della grotta, Alice ha il presentimento di aver riportato alla luce qualcosa che doveva restare nascosto per sempre...
Ho aspettato un po' per scrivere questa recensione per lasciar sedimentare un po' le sensazioni.
Prima di parlarvi di quello che penso di questo libro, analizzo la trama.
Il libro è un mezzo romanzo storico, mezzo thriller. La narrazione viaggia su due binari ben distinti, ma collegati tra loro.
Aläis vive nella Linguadoca nel periodo medievale. Il Papa decide di bandire una vera e propria crociata contro quelli che la Chiesa Cattolica riteneva eretici, i catari. Una volta saputolo, i catari provano ad ottenere il sostegno dello zio del loro signore, ma lo zio ha abiurato nei confronti del cattolicesimo e marcia contro i suoi stessi parenti. Si preannuncia la sconfitta. Il padre di Aläis decide di confidarle un segreto tramandato da secoli: le parla dei codici del labirinto. Le affida, inoltre, un libro da portare in salvo.
Ottocento anni dopo, Alice aiuta la sua amica Shelagh in uno scavo archeologico. Senza volerlo, scopre una caverna, nascosta da secoli, dove scopre, inciso nella roccia un simbolo che sembra quello di un labirinto. Questa scoperta mette in moto degli avvenimenti che faranno scoprire la verità ad Alice.
I due personaggi femminili si assomigliano molto: sono belle, intelligenti e disposte a tutto per salvaguardare un segreto che deve essere tramandato negli anni.
Dunque... vi dico che cosa significa per me questo libro.
Andavo ancora al liceo quando vidi per la prima volta "I codici del labirinto" su uno scaffale. Chi mi segue sa già che sono una persona che si lascia affascinare dalla copertina, la trama mi sembrava intrigante e l'intenzione era di leggerlo tra un compito e l'altro. Non so per quale strano motivo, ma sono passati anni prima che io riuscissi a leggerlo e, purtroppo, la delusione è tanta. Forse mi aspettavo qualcosa di più perché all'epoca erano appena usciti i libri di Dan Brown e probabilmente speravo in qualcosa del genere o comunque qualcosa di più incalzante. Ma così non è stato, anzi! Credo che questo libro sia una noia mortale: lento e pesante. Leggerlo fino alla fine è stata una gran fatica. Ammetto che ci sono stati dei passaggi abbastanza intriganti e che mi hanno permesso di procedere, ma non è bastato.
Una gran delusione per me che ho aspettato così tanti anni prima di leggerlo.
Non mi sento però di essere troppo negativa nella votazione perché Kate Mosse è riuscita a descrivere benissimo la zona sud della Francia dove si svolge tutta la vicenda e perché ha narrato in maniera molto precisa la storia dei catari perseguitati dalla Chiesa, storia complessa che non vi sto a riassumere perché ci vorrebbe davvero troppo tempo. Per chi non la conoscesse, non vi preoccupate, Kate Mosse all'inizio del libro descrive a grandi linee quello che accadde nel XIII secolo.
Mi sento di consigliare questo libro a chi ama i romanzi storici farciti con mistero, intrighi e amore.
La mia valutazione è: 3/5
A presto!
Eleonora
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