lunedì 4 novembre 2019

I cannibali di Mao di Marco Lupis

Titolo: I cannibali di Mao
Autore: Marco Lupis
Editore: Rubettino
Genere: Storia contemporanea


SINOSSI
“Come mai la Cina, fino a ieri produttore di mercanzia a basso costo, oggi domina il mercato high-tech mondiale, si impone come attore globale, assume il controllo economico e finanziario di intere nazioni ed è in grado di “richiamare all’ordine” persino gli Stati Uniti d’America? In questo libro Marco Lupis ci spiega l’origine del nuovo potere globale cinese, quali sono le sue radici e dove ci sta portando. Lo fa cominciando da quell’alba umida e rovente del 1995 quando - giovane reporter poco più che trentenne - atterrava per la prima volta nella sua vita nel vecchio aeroporto Kai Tak di Hong Kong, lembo di terra in Cina, allora ancora saldamente colonia di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, e aveva inizio così quella che lui stesso ha definito: “Una vera storia d’amore, vissuta non con un’altra persona, ma con un continente, l’Asia, e con un popolo in particolare: i cinesi”. E in Cina, basato a Hong Kong, ci rimarrà – salvo brevi pause – fino a oggi, raccontandone ai lettori – da corrispondente delle maggiori testate italiane e della RAI – l’attualità più stringente, gli avvenimenti più imprevisti e curiosi, e quella diversità che la rende unica. Ricco di notizie e di avventure, di emozioni, testimonianze e anche ironia, questo libro è un ininterrotto reportage lungo venticinque anni e un irripetibile diario di viaggio, ma soprattutto è l’appassionante romanzo della storia umana di un giornalista, di un uomo, che ha attraversato le trasformazioni e gli sconvolgimenti degli ultimi decenni in Cina, e per questo è in grado, più di molti altri, di aiutarci a comprendere l’attualità e i pericoli rappresentati dalla Cina di oggi.”



RECENSIONE a cura di Eleonora Battista
Tempo fa chiesi se qualche autore volesse farmi leggere il suo libro per poi poterlo recensire qui, nel mio blog. Con sorpresa, mi scrisse Marco Lupis, giornalista, fotoreporter e scrittore per le testate italiane più importanti. 
Quando mi disse il nome del libro, non esitai un secondo. 
Amo la cultura cinese e leggere il libro di una persona che ha vissuto così tanti anni, dal 1995 al 2018, in Cina mi entusiasmava parecchio. In fondo, mi sono laureata in Lingue, tra cui il cinese.
Ho passato ore a studiare la storia di questo Paese, ma leggere il libro di Lupis sarebbe stato molto più interessante!
Il suo stile è chiaro, a volte crudo, a volte divertente. Il suo libro è ricco di aneddoti, testimonianze e descrizioni, non una mera sequenza di eventi.


"Un cronista, un inviato, racconta cosa è accaduto, chi è morto, e perché, e dove. Quasi mai ha modo di raccontare dei volti di quelli che ha incontrato, dei loro sguardi, delle frasi che gli hanno detto fuori dalla "ufficialità" della cronaca, del reportage"

Il libro inizia con l'arrivo di Lupis a Hong Kong.  All'epoca, nel 1995, nessun giornalista veniva inviato in Cina sia per la lontananza e per i costi, sia perché in Italia quasi nessuno era interessato alle vicende cinesi.
Lupis tratta temi anche piuttosto delicati, come:

- Cannibalismo. Durante il periodo del Grande Balzo in Avanti, Mao stabilì che la Cina non dovesse più concentrarsi sull'agricoltura, ma sull'industria. Ne conseguì un periodo di forte carestia, dove le persone si mangiavano tra loro, specie se nascevano figlie femmine.


"La guerra atomica? Non è certo un problema per la Cina. Di cinesi ne ho tanti, troppi. E la morte di dieci o venti milioni di loro non sarebbe certo un grosso guaio. (Mao Zedong)"

"Affogate pochi minuti dopo aver visto la luce. Abbandonate per strada, ormai cadaveri, nell'indifferenza dei passanti. Oppure avvolte in una coperta e lasciate sui binari del treno. Spesso, troppo spesso, questo era (...) il destino delle bambine in Cina"

- Pena di morte e del traffico di organi. Le due cose in Cina sono collegate. La legge prevede che ci siano ben 68 reati per cui una persona possa essere giustiziata: evasione fiscale, furto, gioco d'azzardo tra le più comuni. Le esecuzioni erano e rimangono uno "spettacolo" per cinesi. Nonostante questo, in una occasione, Lupis riuscì a eludere il sistema cinese e a partecipare a una esecuzione. Lupis ci narra anche di Harry Wu il quale, dopo essere diventato cittadino americano, riesce a entrare nuovamente in Cina spacciandosi per uomo d'affari e riesce ad acquistare un rene che gli sarebbe arrivato 48 ore dopo. Il sospetto, o forse la quasi certezza, è che "la tempestività delle esecuzioni fosse strettamente collegata alla necessità di organi".


"Le autorità cinesi usano molto la pena di morte per crear paura. La paura dovrebbe fermare i crimini. Ma non lo fa."

"I dati in mio possesso - continuò Wu - dimostrano che nel solo 1997 sarebbero stati venduti più di 18.000 reni. Del resto ai cinesi non manca certo il ricambio..."

- Religione. La Cina ha un'infinità di religioni all'interno del suo territorio, ma il Governo non ha mai potuto soffrire il cattolicesimo. Questo astio è dovuto alla spinosa questione del Tibet: riconoscere il Papa come sovrano di uno Stato estero indipendente come il Vaticano costituirebbe un precedente per il non riconoscimento del Dalai Lama come sovrano del Tibet.


"La Cina, insomma, non ha mai voluto riconoscere la separazione tra l'autorità e il pontefice come guida spirituale dei cattolici del mondo, e la figura politica dello stesso"

Questi sono solo tre degli argomenti spinosi (e riassunti da me in maniera pessima, il discorso è infatti molto più ampio e articolato) trattati da Lupis. Vi assicuro che ce ne sono alcuni ancora più interessanti e descritti in maniera molto semplice, comprensibili anche da chi non ne sa molto su questo Paese.
Questo è un libro che consiglio fortemente per chi vuole cercare di comprendere il percorso che la Cina ha intrapreso per diventare una potenza mondiale!

Per questo mi sento di dire:  谢谢Lupis 先生! 看这本书是很有趣了.


La mia valutazione è: 5/5






A presto!

Eleonora

Nessun commento:

Posta un commento