lunedì 27 maggio 2019

Il simbolo perduto di Dan Brown

Titolo: Il simbolo perduto
Autore: Dan Brown
Editore: Mondadori
Genere: Narrativa contemporanea


SINOSSI

Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d'urgenza dall'amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c'è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all'interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l'indice rivolti verso l'alto. L'anello istoriato con emblemi massonici all'anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l'amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale.

RECENSIONE a cura di Eleonora Battista
Questo libro ti tiene incollato alle pagine dall'inizio alla fine. 
Ma il finale me lo aspettavo diverso.
Robert Langdon, il professore de "Il codice Da Vinci" e di "Angeli e Demoni", questa volta non è inseguito dalla polizia e partecipa attivamente alle indagini, se così si possono chiamare, per evitare che si diffonda un segreto millenario.
Amo Dan Brown e il suo modo di scrivere perché è in grado di far capire anche a noi profani dei concetti non propriamente semplici.
Il libro ha 604 pagine, molte di più rispetto ai suoi libri precedenti, questo comporta che si debba andare un po' più avanti nella lettura prima che il libro inizi a rapirti. Poi, la trama non ti molla un secondo!
La prima parte del libro è molto interessante e fa da trampolino di lancio per la vera storia che si sviluppa in seguito. Il finale lo si può definire solo "lungo". Probabilmente l'autore voleva farci riflettere su alcuni concetti. Nonostante questo, non mi sento di dire che il libro non mi sia piaciuto.
Come negli altri libri di Dan Brown, ogni capitolo si chiude con un po' di suspance che tiene il lettore letteralmente incollato al libro. Aggiungiamoci anche qualche rompicapo e qualche colpo di scena e il gioco è fatto! Il consiglio che mi sento di dare è, se non ci siete stati, di tenere internet a portata di mano: Dan Brown fa viaggiare Langdon per tutta Washington D.C. ed è utile avere un aiuto per sapere che tipo di opera d'arte, monumento, iscrizione, il professor Langdon stia guardando.
Avvincente.
La mia valutazione è: 4/5 



A presto!

Eleonora

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